Guardare
le opere di Roberto Stelluti provoca, non solo agli appassionati di
incisione, un piacevole senso d’abbandono, di magica euforia
infantile.
- Vedere, toccare (con la paura
di poter involontariamente contaminare quei candidi fogli), ed
essere avvolti da straordinarie emozioni è un’esperienza
esaltante che, purtroppo, è condivisa da pochi, forse solo da
quelli che sanno cosa sia un’incisione.
- Ovviamente sensazioni di
questo tipo non accadono con tutti gli autori, ma con Stelluti si.
- L’emozione provata davanti
alle sue acqueforti è simile a quella scaturita dai quadri di
Friederich o da Boecklin, opere nelle quali l’incanto, la paura e
una certa sacralità, si fondono, ammaliando lo spettatore.
- Stelluti usa la lastra come
fosse un foglio, riesce a calibrare in modo inappuntabile i
chiaroscuri nascondendo, nel fitto della sua accurata vegetazione,
immagini irreali.
- Non so se sia io a vederle
ma, per esempio, in “La villa abbandonata”, un’acquaforte del
1988, affiorano, dagli intrecci del fogliame, esseri fantastici.
Potere dell’anamorfosi? Chissà! Ecco, così, apparire strani
esseri che appartengono al mondo delle fate. Del resto l’Italia,
come tutta l’Europa, è ricca di leggende a riguardo.
- Stelluti passa con estrema
facilità anche a raccontare altre storie. Non solo il sottobosco, o
i luoghi dell’Appennino Umbro-Marchigiano. Nelle opere recenti,
come i soffioni o i girasoli, vi è una vena più riflessiva.
- Opere intime nelle quali non
c’è più il “gioco” tecnico dell’intreccio dei rami, delle
“nuvole” arboree, vi è invece una riflessione maggiore sulla
propria esistenza, segnata, però, con la stessa leggerezza della
materia alla quale si ispira.
- Si potrebbe dire che quella
di Stelluti sia un’apparente rappresentazione della natura, che in
realtà nasconde un risvolto psicologico.
- Le sue incisioni rimandano la
mia mente alla “scoperta” delle incisioni di Giorgio Morandi.
Rimasi esterrefatta! Riuscivo ad intuire il colore attraverso quella
fitta trama di bianchi e neri! L’emozione fu forte. In Stelluti
riverso la stessa emozione. Le sue nature morte diventano paesaggi
dell’anima, le morsure toccano le vie da percorrere per giungere
al cuore e alla mente dell’artista.
- Le opere di Roberto Stelluti
rimarranno esposte presso la galleria Trentasette di Palermo fino al
14 giugno.
- Palermo, 04/06/03
-
-
Vinny Scorsone