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Nato a: Palermo nell'ottobre del 1954
Utilizza solo in campo vignettistico lo pseudonimo di SERFI’
Mostre personali a:
Palermo, Agrigento, Castelvetrano (TP), Castelbuono (PA), Madrid.
Mostre collettive a:
Palermo, Monreale, Erice, Agrigento, Catania, Alcamo, Terrasini, Taormina, Castelvetrano, Mazara del Vallo, Racalmuto, Bagheria, Castelbuono, Cagliari, Monzon (Spagna).
L'intera attività artistica può essere visionata sul sito personale dell'Artista costantemente aggiornato: www.figuccia.com
Ha collaborato:
con il "Giornale di Sicilia" negli anni 1985 e 1986 in qualità di vignettista, con la rivista "Mondello Lido" come vignettista e giornalista pubblicista.
Pubblicazioni:
Ha inoltre realizzato le immagini di copertina per i libri dello Scrittore Pietro Seddio: "IL CASO ARGENTO" (Editrice Serarcangeli) e "IL TEATRO GIAPPONESE" (Editrice Pagine).
Ha realizzato, in qualità di videomaker, numerosi film in formato breve (corti) che hanno partecipato negli anni 2005 e 2006 ad una decina di festival nazionali del settore. Il corto "Il Trasgressore" è stato trasmesso nel 2004 da "Canale 5" all'interno della trasmissione televisiva "Laboratorio 5".
Hanno parlato di lui:
Giovanni Cappuzzo, Dino Ales, Aldo Gerbino, Salvo Ferlito, Vinny Scorsone, Pino Schifano, Dario Lo Verde, Nuccio Mula, Gabriella Ciancimino, Alessandro Petrini, Francesca Zagra, Daniela Di Raffaele, D.Luis Hernandez Del Pozo, Giacomo Alessandro Fangano.
Di lui hanno detto :
<<….. L’ironia che contrassegna il messaggio di Figuccia si attesta nella pienezza della geometria euclidea.>>
(Aldo Gerbino)
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<<…… Una visione che procede per incastri e assonanze e dissonanze cromatiche. Figuccia gioca con le grandi opere della storia dell’umanità, vezzeggiandole, conscio del grande potere suggestivo e misterioso che è insito in esse, mentre tratta come creature già morte le opere architettoniche del presente proiettandole in un lontano futuro post-nucleare. Sulla tela, così, convivono due visioni degli oggetti diametralmente opposte: una innamorata, l’altra impaurita ma caratterizzate entrambe da un senso precario della vita, fatta - quest’ultima - di incertezze, di ambiguità e di una sottile nostalgia che lega i popoli di tutto il mondo. Un mondo sul quale da millenni brillano sempre lo stesso sole e la stessa luna, astri invariati e quasi numi tutelari di un’umanità fragile sempre in cerca di certezze incrollabili. >>
(Vinny Scorsone)
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(Salvo Ferlito)
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